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foglio bianco


15.1.15


Prima di far scivolare il pennello sulla carta c'è un attimo, una breve sospensione, in cui guardo il foglio bianco che si estende davanti a me.  La mia mano lo accarezza lievemente, si piega, palmo verso il cielo, e percorre in un morbido gesto la sua superficie.  Sento la ruvidezza della carta, la sua temperatura, la sua consistenza porosa o compatta e mi sembra che quel piccolo rettangolo mi viene consegnato come un dono.  Tutto può succedere, l'immacolata superficie mi offre le sue infinite possibilità e per un instante ringrazio la sua umile ma generosa dedizione.  Vorrei ricambiare con la stessa pienezza.  So che la mia mano eseguirà il disegno con tratti più o meno precisi, intuisco i suoi contorni, ma solo nel lento rimescolarsi dei segni mi verrà disvelata la sua forma. Cerco di ritrovare una certa forma di  pace interiore prima di cominciare, una certa forma di libertà che mi permetta di abbandonarmi beata ai lievi gesti del pennello, uno dopo l'altro.
Ogni inizio mi regala l'illusione del vuoto, ma ogni segno del pennello contiene tutti i disegni fatti nel passato. Saprò riconoscerli, li guarderò con tenerezza e comprensione, e aspetterò di aggiungere quello che di nuovo verrà, quello che c'è ancora da scoprire in me. 

Buon inizio d'anno!

farfalline nello stomaco


1.2.12

Ciao sono Adriana Correa, architetto e mamma di tre figli.  Marta, nata nel 2006, ed Antonio e Gerardo, due gemellini a sorpresa nati in un caldo settembre del 2010.  Ho aperto questo blog perchè con la maternità, tra le mille cose che ho scoperto, e forse un giorno vi racconterò, ho scoperto che la maggior parte degli oggetti che esistono nel mercato in Italia dedicati ai bambini per tutte le loro fasi di crescita... non mi piacevano:  ingombranti, pesantissimi, fine a se stessi: li potevi utilizzare solo in un modo, non pensati per i bambini (non potevano fare uso da soli),e con tanta diversità ma in fondo tutti uguali.  E c'è anche un mondo di design per bambini (soprattutto nei paesi nordici) starordinario e molto ricco, ma anche straordinariamente costoso!.  E quindi  ho scoperto anche una enorme voglia di disegnare degli oggetti per bambini... oggetti che li aiutassero a sviluppare la loro autonomia, così difficile  da acquisire in una casa tutta pensata per adulti, oggetti il meno ingombranti possibile, oggetti economici, visto che sono molto effimeri, oggetti se possibile semplici e belli, di facile comprensione per loro, e infine oggetti suggeriti da loro stessi, che partissero dalle loro esigenze esplicite o dalle mie osservazioni verso di loro.

e voilà... con qualche farfallina nello stomaco eccoci qua...

Un po' alla volta.

Questa pagina in bianco è una promessa a futuro.  Come i miei figli:  Marta, Antonio e Gerardo:  Hanno in sè tutto l'universo ma devono solo scoprirlo un po' alla volta.