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riprendere fiato


21.1.15

Una  pausa dopo una salita,
una salita bella ripida e una vetta non raggiunta,
un ritorno alla base senza troppi esulti e tante domande
... ma ...
l'esperienza insegna che il vero arrivo è il percorso, dove si assapora il paesaggio, dove si respira aria buona e grazie ad un allenamento e tenacia, che richiedono costanza e impegno, si riacquistano le forze per riprovare di nuovo.


Toc Toc è qui ora ma non allo stesso punto di partenza, perchè ora c'è un bel pubblico che fa il tifo!
In questo percorso ce l'ha messa tutta, ha provato a bussare alle porte di molte persone attraverso la campagna di crowdfunding lanciata sul portale Verkami, ma purtroppo, non ha raggiunto il suo obiettivo!

Al termine della campagna ci siamo chieste:
Cosa facciamo adesso?
e voi ci avete domandato:
Non avremmo mai le nostre TOC TOC?



Le pause servono per riprendere fiato, per essere più lucidi nel nuovo percorso da affrontare, per percorrere strade diverse ricordandosi anche di quelle vecchie, capire le cose che non hanno funzionato senza troppi rammarichi, e semplicemente imparare a prendere coscienza ed essere consapevoli di quello che è stato.




TOC TOC è abituato a bussare alle porte e sa che, a volte, alcune le può trovare chiuse… quindi:
Che farà adesso Toc Toc?

… quello che sa fare bene! Continuare a bussare ad altre porte !



La strada a volte è in pendenza ma continueremo a camminare per cercare nuovi orizzonti ...


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Vi aspettiamo! A presto!


Me llevo mi CASITA y nuestras TOC TOCs


6.4.14

E' quasi arrivato il giorno. Mi porto la mia CASITA e le nostre TOC TOCs al Fuori Salone Milano, al Kid's Room Zoom 4.  Vedo concretizzarsi due bei progetti e li metto in mostra, mi butto nella mischia!. Non ci sarei riuscita senza l'aiuto di tante persone che mi hanno supportato in diversi modi e mi sono state vicine.  Dunque ecco il mio piccolo elenco di ringraziamenti:

partenza!


18.1.13




Anche se un po' in ritardo:  Ciao a tutti e Buon anno!!!!!!!!!!!.  Come tutti gli anni si inizia pieni di buoni propositi, e noi pieni di progetti, idee, sogni, piccoli lavoretti, entusiasmi... La crisi è dura, anche quest'anno sarà dura, però per contrastarla bisogna buttarsi nelle cose con amore... questa è la nostra idea!.


step by step


28.5.12


Se qualcuno mi chiede come è nata l'idea di disegnare mobili per bambini (quasi sei anni fa, nella mia prima esperienza come mamma, con Marta) dovrei riportarmi a questo, il primissimo bisogno di un oggetto inesistente nell'enorme mercato saturato di sedie, tavoli, lettini e quant'altro, ma scarso di idee che aiutino i bambini nella difficile impresa di crescere in una casa dimensionata per gli adulti.   E l'oggetto è questo:  una scaletta per arrivare al lavandino.  Lo scopo è sempre uno:  stimolare l'autonomia del bambino, aiutarlo ad arrivare a quelle cose ad altezza irraggiungibile che invece fanno parte della sua quotidianità.  In questi schizzi sono state abbozzate solo due prime idee:  la prima un carrello-scaletta pieghevole, una specie di giocatolo a traino che in realtà funzionasse come un jolley:  una scaletta che si può portare ovunque per saltare quei 40cm di barriera tra lui, il lavandino, il tavolo, la maniglia della porta, la terza mensola dei giocatoli, ecc.  La seconda una scaletta-poltroncina.

Ovviamente una maggiore libertà di azione comporta anche maggiori rischi:  Tra le cose raggiungibili ci sono anche i fuochi della cucina e da 40 cm si può anche cadere.  Forse un po' per questo, un po' per mancanza di tempo, un po' perchè Marta è cresciuta più velocemente della mia capacità di realizzazione queste due idee sono rimaste schizzi sulla carta.  Ma oggi che ho due gemelli di 21 mesi mi si ripropone identicamnete lo stesso bisogno.  Già loro, in parte. lo hanno risolto trascinandosi alcuni giocatoli-scalino che, da soli, hanno trovato della perfetta misura per arrivare un po' più in alto delle loro possibilità.  Questo gesto quotidiano mi conferma la sua reale necessità.  E per i fuochi della cucina gli si insegna ad evitarli:  anche l'uso della scaletta avrà le sue regole e un bambino a 20 mesi imparerà subito a rispettarle se viene ricompensato con il premio di una maggiore libertà. 

pre-take away


23.5.12



Una della mie difficoltà nella vita è quella di trovarmi sempre a gestire contemporaneamente molte più cose di quelle che in realtà riesco a seguire.  Questo a prescindere dei miei svariati impegni, perchè se avessi poche cose da seguire comunque me ne inventerei altre.  Questo mi porta poi ad andare avanti a tratti su ogni cosa e a finirle in tempi lunghi, alcune volte anche a non finirle.  Così sfogliando tra i mei vecchi disegni ho trovato questo puzzle che corrisponde alla primissima idea del tavolino take away in una versione originaria molto più complessa.  A parte il fatto che ogni modulo corrispondeva ad una sezione di cerchio molto più piccola, intendeva avere per ogni modulo un gioco da incastrare. Quello che mi piace di questa idea è che il bambino, e non il gioco, è motivato a spostarsi continuamente, a percorrere lo spazio e a passare da un tema all'altro.  Posso anche immaginare che a un certo punto ogni bambino scelga il suo gioco preferito per rimanere assorto (è meraviglioso contemplare un bambino quando è completamente concentrato in un gioco) davanti ad esso per lungo tempo.  Potrebbe in effetti essere una considerazione per asili nido o ludoteche, o ancora meglio per la sala di attesa dei consultori dei pediatri, dove tanti bambini trascorrono delle ore a vuoto e raramente si trova qualche gioco rotto o qualche foglio per disegnare. 










xxs design competition


13.4.12












Wow!, più di un mese senza scrivere sul mio blog.  Mi mancava veramente tanto!.  Avevo la sensazione dell' abbandono ma ultimamente non ho avuto tempo ne modo per dedicarmi al mio neonato Kid's modulor.  Cattiva mamma!.  (certo che a noi donne piace tanto sentirci in colpa no?).
 Un po' per le vacanze di pasqua, un po' per lavoro arretrato e un bel po' per il concorso di xxs design per bambini non avevo potuto riprendere.  E sì, guarda caso che curiosando sul web vengo a scoprire che si era aperto un concorso proprio di design di oggetti per bambini, che tra l'altro era anche molto aperto:  poteva essere un mobile qualunque o un gioco per bambini da 0 a 12 anni!.  Oggi lo posso far vedere perchè il concorso è stato chiuso... spero solo di conoscere fra qualche giorno il vincitore.  Dunque nonostante malattie varie dei bimbi e compleanno di Marta in mezzo mi sono buttata sul concorso decidendo di portare il letto di Marta, questo piccolo progetto che mi apassiona così tanto!. 
 Questa è una versione più sofisticata sicuramente rispetto alla precedente, che non ho mai fatto vedere (con un'unica posizione in altezza del letto e la casetta in tessuto), però mi sembra molto più versatile perchè propone tre posizioni di altezze diverse per il letto (1,20 m; 1,50 m e 1,80 m.) e perchè basta togliere dei pezzi per trasformarla.    E' ancora un work in progress perchè vorrei riuscire a riutilizzare i pezzi una volta che non servono più o trovarli un posto all'interno dello stesso letto... ma si avvicina quasi a poter sviluppare un prototipo.  Forse riuscirò a finirlo prima che Marta compia 18 anni!.

take-away


27.2.12





Un vecchio progetto conservato nel bauletto dei ricordi era stato quello di creare dei tavolini trasportabili per eventi per bimbi.  Nella mia esperienza di mamma ho notato che questa è una esigenza reale: disporre di tavolini quando ci sono tanti bambini ma che nel quotidiano non sono necessari.  Tavolini, dunque, che possano essere facilmente trasportabili, smontabili e riposti senza occupare troppo spazio.  Possono essere molto utili per associazioni, ludoteche, luoghi pubblici o anche per mamme (come me) che adorano le feste di compleanno con 50.000 bambini...

Questo è un primo prototipo realizzato in cartone.  La scelta di lavorare con sezioni di cerchio consente di abbinare i tavoli in vari modi: a semicerchio, a "S" o a serpente (come in questo caso) dipendendo dalle esigenze e dallo spazio a disposizione.






Ho lasciato un terremoto a studio ma mi sono molto divertita nel realizzarli...


Con questo post partecipo al Linky Party di Creamamma




modello 1:5


22.2.12

Continuo a lavorare al letto di Marta.  Ieri è venuto Thomas, falegname francese che ha realizzato i mobili della bella libreria al Pigneto "Il Giardino Incartato", di cui, però, purtroppo non ho ancora il link pechè devono fare ancora il sito (datevi una mossa!!!!).  Abbiamo studiato la struttura in legno massello di abete con i possibili incastri per farlo trasformabile... devo ridimensionare il tutto e ridisegnarlo.

La settimana scorsa mi sono vista invece con Laura, che finalmente ho conosciuto!.  E' in effetti una persona deliziosa come la sua idea "like a paper doll".  E' stata subito entusiasta del letto-casetta e si è offerta di aiutarmi nella lavorazione della copertura in tessuto.... non vedo l'ora di finire il plastico per fare una prova!...

In tanto vi riporto alcuni "schizzi" delle progettiste, cioè, mia figlia Marta ed io!.


ero partita con una idea più o meno così, ma Marta ha detto che questa non era "una casetta"...
"una casetta" è così:  sopra c'è il letto e sotto un tavolino e una sedia e sopra il tavolino una caraffa con l'acqua.  Due finestre, la scala e una porta con la chiave.  In effetti non avevo capito niente!