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Il balcone. Guardare fuori.


4.2.15

Ultimo articolo di "Una casa Kid's friendly" oggi su mamma logopedista.

Una casa Kid's friendly. A tavola. Mangiare


4.6.14

Oggi un divertente scambio di post.  Il nostro su mamma logopedista.

Una casa Kid's friendly. La Cameretta. Parte III. Giocare.


2.4.14



Oggi, su mamma logopedista.

Il prossimo appuntamento sarà pubblicato mercoledì 7 maggio.  Il bagno.  Prendersi cura di sé.

Una casa Kid's friendly. La cameretta. Parte II. Vestirsi


5.3.14

Oggi mamma logopedista non potrà ospitarci. Il 1 marzo è stata la giornata mondiale della logopedia e lei ha deciso di dedicare il suo blog  a temi legati esclusivamente a questo argomento per tutto il mese, raccogliendo contributi di altri colleghi e famiglie.  Andate a dare un'occhiata... troverete cose molto interessanti. 

Allora Una casa Kid's friendly oggi resta a casa!

Montessori o non Montessori?
Mi trovo spesso a nominare Maria Montessori quando si tratta di parlare di spazi “a misura di bambino”.  Non sono certo l’unica.  Perché mi sembra oramai scontato dirlo, piuttosto a volte mi viene da chiedermi quanto sia effettivamente montessoriano l’approccio al bambino da parte di un genitore e se questo è veramente importante. 

Una casa KID'S friendly. La cameretta. Parte 1: Fare la nanna.


5.2.14



La cameretta.  Parte 1:  Fare la nanna.

Ma è proprio necessario avere una cameretta per i neonati?, dove dormono i bambini (davvero)?, e come farli addormentare?.  Oggi su mamma logopedista.

una casa KID’S friendly.


31.1.14


Spesso, e sempre di più, si sente parlare di progettare spazi “a misura di bambino”.  Ma siamo sicuri che abbiamo tutti gli stessi criteri nella progettazione di ambienti che tengano conto delle necessità dei più piccoli membri della famiglia?.

Personalmente questa idea la trovo un po’ equivoca, almeno linguisticamente parlando. Cosa vuol dire esattamente disegnare spazi “a misura di bambino”?.  Presa alla lettera una affermazione del genere ci porta direttamente a pensare alla casetta dei sette nani di Biancaneve, dove tutto è piccolo e proporzionale ai fruitori dello spazio.  Ma naturalmente non è questa l’idea.

Una casa non può essere “ a misura di bambino” semplicemente perché loro devono vivere in compagnia degli adulti . Democraticamente parlando i bambini sono solo un altro membro della famiglia e i suoi specifici bisogni devono essere rispettati e presi in considerazione nella stessa misura in cui devono esserlo anche quelli degli altri. Ma l’affermazione la trovo un po’ inadeguata non solo perché sottintende una prevaricazione degli uni sugli altri ma perché ha in sé una forte contraddizione.  Sostanzialmente i bambini hanno un unico grande bisogno, quello di crescere, e vivere in un ambiente di adulti è una spinta, uno stimolo alla crescita.  Forse sarebbe meglio parlare di spazi “a misura di tutti”, oppure “kid’s friendly”, che nella sua formula breve, semplice e diretta, tipica anglosassone, rende l’idea d’inclusione senza però diventare esclusivista.